I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, al momento della stesura (ore 16:05), si attestano in rialzo. Il Btp rende il 4.313% e il Bund il 2.4755%. Spread in calo a circa 184 pb. Sul fronte macro il dato più rilevante è il livello dei prezzi alla produzione in Germania, che segnala un incremento dello 0.4% su base congiunturale e del 4.1% su base tendenziale. Si attende il giudizio di Moody’s sul rating italiano, in agenda questa sera a mercati chiusi e particolarmente importante dopo il report di fine aprile nel quale l'agenzia americana aveva messo in evidenza gli aspetti di debolezza dell'Italia, l'unico Paese dell'Eurozona con rating Baa3 e outlook negativo. Le aspettative sono che l’agenzia lasci invariato il proprio rating.
Allargando lo sguardo all'Eurozona, le pressioni sui prezzi restano intense, si legge nel bollettino della Bce, dal quale si apprende che l'inflazione seguita a essere alimentata dalla graduale trasmissione dei passati aumenti dei costi energetici e dalle strozzature dal lato dell'offerta. Per i servizi, in particolare, continua a essere spinta al rialzo anche dalla domanda repressa susseguente alla riapertura delle attività economiche e dall'incremento delle retribuzioni. Sebbene la maggior parte delle misure delle aspettative di inflazione a più lungo termine si collochi attualmente intorno al 2%, alcuni indicatori sono lievemente aumentati e richiedono un monitoraggio continuo.
Oltreoceano il Treasury decennale sale al 3.715%, con il mercato che ridimensione le scommesse sull'allentamento della politica monetaria da parte della Fed, in scia alla dichiarazione dello speaker della Camera Usa, Kevin McCarthy, di presentare la prossima settimana una proposta di legge per alzare il tetto del debito pubblico di 31400 miliardi di dollari.