I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona si mostrano in rialzo, in scia alle dichiarazioni Luis de Guindos, sul fronte dell’inasprimento della politica monetaria. Il vicepresidente di Bce, infatti, afferma che «una parte significativa del viaggio è stata fatta, ma c’è ancora molta strada da fare» e si mostra preoccupato per quanto riguarda l’evoluzione dell’inflazione core, che risulta «particolarmente preoccupante nel caso dei servizi».
Ieri, inoltre, de Guindos ha dichiarato che i buffer macroprudenziali creati durante la fase di crescita non dovrebbero ancora essere rilasciati, in quanto la redditività delle banche europee è ancora elevata e il capitale non rappresenta attualmente un vincolo per l'erogazione di credito. Alla stesura (ore 15:11), il Btp si attesta al 4.288% e il Bund al 2.4130%, portando lo spread in allargamento a circa 186 pb. L’agenda macroeconomia relativamente calma dovrebbe favorire una stabilizzazione dei titoli di Stato dell’Eurozona. I prossimi test chiave saranno i dati sull’inflazione dell’Eurozona di maggio (previsti per il 1° giungo) e la riunione della Bce di metà giugno. Anche oltreoceano rendimenti in rialzo, con il Treasury decennale al 3.625%. In questo caso, il sentiment è sostenuto dalle notizie positive sui negoziati per il tetto del debito, dopo le dichiarazioni del presidente americano Joe Biden e dello speaker della Camera, Kevin McCarthy. Sul fronte macroeconomico, le richieste dei sussidi di disoccupazione scendono più delle attese, a 242 mila unità. L’indice Philly FED sale a -10.4 punti, dai -31.3 di aprile, battendo le attese di -19.8. Si attendono inoltre le trimestrali di Walmart, che, in base al livello di consumi discrezionali, daranno un segnale sulle condizioni del quadro economico.