I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona trattano in rialzo. Alla stesura (ore 14:09) il costo del finanziamento del Bund decennale si attesta al 2.5025% e quello del Btp italiano al 4.343%, in scia al dato sull’inflazione di marzo dell’Eurozona, confermata al +6.9% su base annua e al +0.9% su base mensile, in linea con le aspettative. Lo spread è in rialzo a 184 pb.
Per garantire che l'inflazione torni tempestivamente all’obiettivo del 2%, dall'estate scorsa è stato necessario aumentare i tassi di riferimento di 350 punti base. «Se lo scenario di base su cui si fondano le proiezioni macroeconomiche dello staff della Bce di marzo persiste, sarà opportuno aumentare ulteriormente i tassi», ha affermato il capo economista della Banca centrale europea, Philip Lane.
In rialzo anche i rendimenti dei Gilt, in scia ai deludenti dati di ieri sul mercato del lavoro e a quelli di oggi sull’inflazione, che delude le attese, attestandosi al +10.1% YoY (attese +9.8%, precedente +10.4%) e +0.1% MoM (attese -0.1%, precedente -0.4%). Nel dettaglio, il decennale sale al 3.8880%.
Rialzi anche oltreoceano, con il Treasury decennale che raggiunge il 3.622%. Gli operatori ritengono che l'evidenza di un'inflazione in calo, ma di un'economia resistente, incoraggerà la Fed ad aumentare nuovamente il costo del denaro il mese prossimo. Secondo lo strumento FedWatch del Cme, i mercati stimano una probabilità dell'86.6% che la Fed aumenti i tassi di interesse di altri 25 punti base, portandoli in un intervallo compreso tra il 5% e il 5.25% il 3 maggio