Rendimenti in rialzo con quello del Treasury decennale al 2,839% e con quello del Bund a dieci anni che ha archiviato la seduta con un incremento di 11 punti base allo 0,97%. Per diversi analisti e' troppo presto per dichiarare vittoria sull'inflazione nonostante la lettura sotto le attese dell'indice dei prezzi al consumo Usa di ieri. I dati hanno segnalato che l'inflazione potrebbe aver raggiunto il suo picco, riducendo cosi' le aspettative di rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, afferma Hauke Siemssen, strategist dei tassi di Commerzbank. Tuttavia, e' probabile che i tassi d'inflazione annuali rimangano elevati anche nei prossimi mesi. "Inoltre, i nostri economisti statunitensi non pensano che la discesa dell'indice dei prezzi al consumo possa spostare l'ago della bilancia e si aspettano ancora che la Fed aumenti di 75 punti base a settembre". Amherst Pierpont avverte inoltre che l'analisi dell'indice dei prezzi al consumo da parte della Fed di Cleveland e di Atlanta mostra un trend di fondo dell'inflazione ben al di sopra dell'obiettivo. Il dato sull'inflazione Usa sotto le attese di ieri "e' semplicemente un primo passo nella giusta direzione per la Fed che, tuttavia, non e' sufficiente per modificare l'atteggiamento da falco nel breve termine. E proprio in tal senso si sono espressi ieri alcuni membri Fed che, all'unisono, hanno affermato come la vittoria sia ancora lontana", aggiungono gli strategist di Mps Capital Services. Il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, prevede ancora che la banca centrale debba aumentare il tasso di riferimento di altri 1,5 punti percentuali quest'anno e al 4,4% circa l'anno prossimo.