I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona trattano in rialzo, con i mercati che mostrano segnali di una timida normalizzazione in assenza di ulteriori notizie sul comparto bancario, dopo essersi affrettati a prezzare tagli dei tassi di interesse in seguito alle turbolenze del settore bancario e al segnale di pausa della Fed. Alla stesura, ore 16:58, il rendimento del Bund decennale si attesta al 2.2880% e quello del Btp italiano al 4.145%. Spread in rialzo a 185.7 pb. Oltreoceano, il Treasury decennale si attesta al 3.562%.
Di fatto, la volatilità è la grande «vincitrice» di questa crisi bancaria, affermano gli analisti di Natixis, con i mercati hanno reagito in modo altalenante a qualsiasi notizia riguardante gli emittenti del settore bancario su entrambe le sponde dell'Atlantico. Da BlackRock, gli esperti ritengono che «la Fed potrebbe effettuare i tagli dei tassi previsti dai mercati solo se una più grave contrazione del credito prendesse piede e causasse una recessione ancora più profonda di quella che ci aspettiamo». In questo contesto, la visibilità sull'evoluzione delle politiche monetarie da parte delle Banche Centrali è molto più oscura di quanto potrebbe risultare a prima vista.
Sul fronte macro, in Eurozona la pubblicazione del dato sulla fiducia delle imprese manifatturiere a marzo in Italia, che è aumentata a 105.1 punti, mentre è diminuita in Francia a 104 punti.
Negli Stati Uniti, il deficit della bilancia commerciale è pari a 91.6 miliardi di dollari (+0.6%m/m contro attese -0.5%) e l’indice Case-Shiller si è attestato in calo a gennaio, ma meno delle attese. Per concludere, l’aumento della fiducia dei consumatori a 104.1 punti a marzo (precedente rivisto: 103.4 punti; consenso: 101 punti).