Alle ore 16:19 il rendimento del Btp si attesta al 4.277% e quello del Bund al 2.3940%, con lo spread a circa 188 pb. Cali anche sul tratto breve, con il rendimento del CTZ che è pari al 3.431% e quello dello Schatz al 2.835%.
Secondo le analisi di DZ Bank, l’origine della pressione al ribasso è imputabile al consolidamento del trend di aumento della domanda retail. Sebbene la Bce abbia terminato gli acquisti netti di nuovi asset, i titoli di Stato stanno beneficiando del loro status di porto sicuro e gli investitori privati stanno infatti approfittando degli attuali livelli dei rendimenti.
Nel frattempo, i mercati attendono con impazienza i prossimi dati sull'inflazione degli Stati Uniti e dell'Europa per decidere le prossime mosse nelle riunioni previste per la prossima settimana.
Per quanto riguarda l’Europa, le previsioni sono quelli di ulteriori rialzi, in linea con quanto preannunciato da Philip Lane, capo economista di Bce, in un’intervista a Le Monde. Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo di Bce, non esclude un rialzo di 50 pb. Infine, anche per il governatore della Banca d'Irlanda, Gabriel Makhlouf, è troppo presto per parlare di pausa nella stretta monetaria dell'Istituto di Francoforte.
Oltreoceano il Treasury decennale si attesta in considerevole calo al 3.417% (apertura 3.515%). Sul fronte macro, i dati sull’immobiliare contribuiscono alla riduzione dei rendimenti. Nel dettaglio l’indice S&P Case-Shiller si è attestato allo 0.4% YoY (attese +0.1%, precedente +2.6%). Deludono le attese anche gli indici sulla fiducia dei consumatori e il Fed Richmond Index, sullo stato del settore manifatturiero. Aumenta invece il numero di case nuove vendute.
Il Gilt decennale si presenta poco mosso al 3.7240%.