Alla stesura(16h52), i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona trattano in lieve rialzo. Sul fronte macro, rilevano i dati relativi alla produzione industriale, che nell’Eurozona, si è attestata su base congiunturale al -4.1% (attesa: -2.5%, precedente +1.5%) e su base tendenziale al -1.4% (attesa: +0.9%, precedente: +2%). Nel dettaglio il Btp pressoché stabile al 4.184%, dopo la decisione di venerdì scorso di Fitch, già ampliamente prevista, di mantenere invariato il rating sull’Italia. Venerdì prossimo sarà invece il turno di Moody’s. Il rendimento del Bund si attesta in lieve aumento, al 2.3035%, portando lo spread Btp/Bund in restringimento a circa 188 pb. L’attività di emissione di titoli di Stato è destinata a riprendere questa settimana con il collocamento di 26 mld di euro di obbligazioni da parte di Francia, Germania, Spagna, Finlandia, Grecia e Slovacchia. Finora, quest'anno, l'offerta è stata pari a circa 575 miliardi di euro, più del 45% dell'obiettivo di finanziamento dell'Eurozona per quest'anno. L'andamento della raccolta è simile a quello dello scorso anno, ma, rispetto al 2022, gli emittenti della zona euro hanno emesso 100 miliardi di euro in più di obbligazioni.
Oltreoceano il Treasury decennale in rialzo, ma in range, al 3.5%. Il sondaggio dell’Università del Michigan di venerdì ha mostrato che il sentiment dei consumatori statunitensi di maggio è crollato ai minimi da sei mesi, con il timore che la disputa politica sull'aumento del tetto del debito possa innescare una recessione. Le aspettative di inflazione a lungo termine dei consumatori sono poi salite sui massimi dal 2011. Oggi si rivela in crollo anche l’Empire State Index, a -31.8 punti (atteso: -3.7, precedente: 10.8).