Alle 17:00 rendimenti dell’eurozona in calo, con il Btp italiano al 4.369%, il Bund tedesco al 2.478% e spread in lieve calo a circa 188 pb, a seguito della pubblicazione del dato di gennaio sull’indice dei prezzi al consumo nell’area euro. Secondo la lettura definitiva, l’indice è sceso dello 0.2% a livello mensile ed è cresciuto dell'8.6% su base annua (-0,4% m/m e +8,7% a/a il consenso). L'indice dei prezzi core, che esclude le componenti dell'energia, degli alimenti e dell'alcol, è calato dello 0,8% su base mensile ed è cresciuto del 5,3% a livello annuo. Secondo Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, i dati odierni segnalano «come le mosse restrittive della Bce iniziate a fine luglio 2022 abbiano avuto ancora poco effetto sull'economia reale» e ritiene che gli stessi portino ulteriori argomenti a favore dei membri più falchi all'interno del Consiglio Direttivo della Bce. L'esperto ritiene che a marzo «la Bce alzerà il costo del denaro di 50 pb (tassi di interesse a breve sulle operazioni di rifinanziamento principale al 3.50%, tassi sui depositi al 3%) per poi continuare ad aumentarli anche nelle riunioni di maggio e giugno (25 pb a riunione portando il tasso benchmark a un terminal rate del 4%)». Anche i rendimenti dei Treasury trattano in lieve calo, con i titoli decennali al 3.92% (-0.04%), dopo che i verbali del Fomc non hanno riservato sorprese. «Anche prima dei recenti dati sull'inflazione e sul mercato del lavoro i banchieri della Fed erano pronti a continuare a combattere l'inflazione e non vedevano progressi sufficienti», afferma Yelena Shulyatyeva, economista senior per gli Stati Uniti di Bnp Paribas, aspettandosi che i membri del Fomc aumentino le proiezioni di un tasso terminale.