Redimenti in calo nella giornata del test inflazione Usa. Il dato costituisce uno dei market mover della settimana e risulta particolarmente rilevante anche per l’Eurozona in mancanza di dati rilevanti prima della pubblicazione dei Pmi del 24 luglio. Secondo il Dipartimento del Lavoro Usa, il Consumer Price Index raggiunge il punto più basso da marzo 2021, attestandosi al +3% su base annua e battendo le attese degli economisti che stimavano un calo al +3.1% dal +4% di maggio. Anche la componente core, depurata dai prezzi dell’energia e del cibo, batte le attese (+5%) e cala al 4.8% dal 5.3% del mese precedente. Il dato segnala una variazione positiva dello 0.2% su base congiunturale, contro attese di un incremento dello 0.3%.
Secondo le attese di mercato, la Fed aumenterà ancora i tassi nella prossima riunione e ulteriori incrementi potrebbero essere decisi entro la fine dell’anno. Il Presidente della Fed di New York, John Williams, membro del Fomc, si aspetta un rallentamento della crescita americana nella seconda metà del 2023 e nel 2024, ma una recessione non rientra nelle sue previsioni e rimarca che la politica monetaria non è abbastanza restrittiva in questo momento. Alla stesura (15h53) il Treasury decennale cede 7 pb, attestandosi al 3.914%, mentre il duennale al 4.761%. In Eurozona, il Bund rende il 2.59% e il Btp cala più rapidamente raggiungendo il 4.329%, portando lo spread in restringimento a poco meno di 173 pb. Sul fronte macroeconomico dell'Eurozona, l'inflazione armonizzata spagnola, nella lettura finale di giugno, è cresciuta dello 0.6% a livello mensile. Il dato su base tendenziale, puntualizza l'Istituto nazionale di statistica, è invece cresciuto dell'1.6%, in linea alla lettura preliminare e al consenso.