Alle 16:49 i rendimenti dell’Eurozona trattano in lieve ribasso, CTZ e Btp italiani, rispettivamente al 3.57% (-0.13%) e al 4.46% (-0.18%). Il Bund tedesco al 2.51% subisce una variazione negativa dello 0.97%. Lo spread sale quasi a quota 195 pb.
«Nonostante il rally imponente che il mercato obbligazionario ha vissuto sul finire del 2022, i rendimenti possono ancora crescere», affermano gli esperti di Legal & General Investment Management.
Nel frattempo, la Germania ha ingaggiato alcune banche (Citi, Deutsche Bank, Jp Morgan, Morgan Stanley e Nomura) per la riapertura via sindacato del Bund con scadenza ad agosto 2053. L'emissione sarà lanciata e prezzata nel prossimo futuro, a seconda delle condizioni di mercato.
Spostiamo l’attenzione oltreoceano, dove gli occhi sono puntati sui verbali del Fomc, comitato della politica monetaria della Federal Reserve, in agenda per questa sera alle 20:00. I rendimenti dei Treasury americani si mostrano in calo, dopo aver toccato nuovi massimi pluriennali ieri prezzando le aspettative di tassi d'interesse statunitensi più alti e più a lungo quest'anno, con i Treasury a 2 anni che si attestano al 4.66% (-0.93%), mentre quelli decennali al 3.92% (-1.29%). L’aspettativa che il tasso di riferimento della Fed possa salire verso il 6% entro luglio è crescente. Secondo lo strumento FedWatch del Cme, gli operatori valutavano una probabilità del 76% di un rialzo dei tassi della Fed da 25 pb il 22 marzo e una probabilità del 24% di un aumento di 50 pb. Da Spi Asset Management, sotto l’ipotesi dati economici statunitensi positivi, si può creare «un'argomentazione più convincente per tornare brevemente a un regime di aumenti dei tassi più consistenti».