I rendimenti sui titoli di Stato a livello mondiale si mostrano in calo. Alla stesura (ore 15:01) il Treasury decennale cede circa 8 pb, attestandosi al 3.358% in seguito alla pubblicazione, avvenuta alle 14:30, del dato sui sussidi di disoccupazione, che crescono a 264000 unità, battendo le attese che prevedevano il valore di 245000 unità. Meglio i prezzi alla produzione Usa, che ad aprile crescono dello 0.2% (atteso: +0.3%, precedente: -0.4%) su base mensile e del 2.3% a livello annuo (atteso: +2.3%, precedente: +2.7%). In Eurozona, il Btp si attesta al 4.099% e il Bund al 2.1885%. Spread pressoché stabile a circa 191 pb. Anche il Gilt decennale torna in calo al 3.7440%, in scia alla decisione della BoE di aumentare i tassi di 25 pb al 4.5%, dopo che la reazione iniziale dei mercati, intorno alle ore 13:30, scontava ulteriori rialzi. Secondo gli strategist di Unicredit Research, da metà marzo i rendimenti dei Bund e dei Treasury a 10 anni sembrano essersi stabilizzati rispettivamente intorno al 2.3% e al 3.4%, circa 50 pb al di sotto dei picchi di inizio marzo, e non sono «così elevati se si considerano le pressioni inflazionistiche e le tensioni sui mercati del lavoro su entrambe le sponde dell'Atlantico». Negli Stati Uniti, gli investitori prevedono una svolta colomba da parte della Fed già da settembre, riflettendo le potenziali preoccupazioni degli investitori riguardo alle banche regionali e alla salute generale dell'economia, con il dibattito sul tetto del debito che aggiunge un ulteriore livello di incertezza. In Eurozona il quadro è leggermente diverso e le recenti dichiarazioni sottolineano che un picco del 3.75% potrebbe non essere sufficientemente alto qualora l’inflazione non decelerasse significativamente.