I rendimenti dei titoli di Stato mondiali si attestano in calo, in scia al dato sull’inflazione statunitense pubblicato alle 14:30. I prezzi al consumo usa sono saliti del 4.9% su base tendenziale in aprile, appena sotto le stime del 5%. La componente core è aumentata invece del 5.5%, in linea con il consenso, in lieve calo rispetto al dato di marzo del 5.6%, con tasso mensile dello 0.4%. Nel dettaglio, alle 16:49, in Eurozona, il rendimento del Btp italiano si attesta al 4.191% e quello del Bund tedesco al 2.2855%, con lo spread in restringimento a circa 190 pb. Il Treasury decennale cala invece al 3.454%.
Sono stati pubblicati oggi anche i dati relativi ai prezzi al consumo tedeschi, che segnalano una variazione positiva dello 0.4% su base mensile e del 7.2% su base annuale, in linea con le attese. Rileva anche la produzione industriale italiana, che riporta una contrazione maggiore delle attese sia su base mensile (-0.6% vs +0.3%) che su base annuale (-3.2% vs -1.7%). La Bce prosegue con i toni falco. Secondo Isabel Schnabel, la Bce deve fare di più per riportare l’inflazione all’obiettivo del 2%. Il membro del comitato esecutivo esclude eventuali tagli dei tassi quest’anno. Secondo Joachim Nagel, componente del consiglio direttivo di Francoforte e governatore della Bundesbank, c’è ancora del lavoro da fare ed è necessario procedere con determinazione. Tali dichiarazioni, secondo gli economisti della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, «sono state nella direzione di maggiori rialzi dei tassi di quelli scontati dai mercati» e «la frequenza delle dichiarazioni dice che i membri del consiglio direttivo della Bce sono stati negativamente sorpresi dal calo dei tassi a termine impliciti dopo la riunione del 4 maggio».