I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, al momento della stesura (ore 17:12) trattano in calo. Il Btp italiano si attesta al 4.168% e il Bund tedesco al 2.2625%. Spread in allargamento a quasi 191 pb. Rendimenti in discesa anche sul tratto breve, con il CTZ al 3.292% e lo Schatz al 2.660%.
Di rilevanza i dati sul livello dell’inflazione nella zona euro, che ha sorpreso al rialzo attestandosi al 7%, dal 6.9% di marzo, mentre l’inflazione core è scesa per la prima volta dopo dieci mesi, attestandosi al 5.6%, dal 5.7% di marzo. L’aumento inatteso è imputabile all’accelerazione del prezzo dei beni energetici. In calo invece il carrello della spesa, con i prezzi che ad aprile si attestano al +12.1%.
Sono stati pubblicati oggi anche i dati relativi all’Italia. L’indice dei prezzi al consumo torna a crescere, e più delle attese, attestandosi al +8.3% su base annua (precedente +7.6%) e al +0.5%, contro le attese di un aumento dello 0.3%. Ai dati pubblicati questa mattina, ha fatto seguito una reazione piuttosto cauta da parte degli investitori sul mercato obbligazionario, i quali attendono le decisioni chiave sui tassi di interesse di Fed e Bce in agenda questa settimana. Nel dettaglio domani sarà il turno della Fed, con i mercati che scommettono per un aumento di 25 pb. La situazione resta delicata, in seguito al fallimento di First Republic che passando sotto il controllo delle autorità statunitensi ha visto azioni e obbligazioni azzerate. Il Treasury decennale si mostra poco mosso al 3.429%. Sul fronte macro gli ordini all’industria statunitensi aumentano meno delle attese, evidenziando una variazione positiva dello 0.9%. Giovedì toccherà invece alla Bce, con i mercati frammentati per un aumento di 25 o 50 pb.