I rendimenti dell'Eurozona estendono i cali dopo che i dati sulla crescita economia della Regione hanno segnalato un'espansione modesta, con il prodotto interno lordo che è avanzato dello 0,1% nel primo trimestre dell'anno. I Paesi dell'Eurozona hanno registrato performance diverse nel trimestre, con l'Italia e la Spagna che sono cresciute dello 0.5%, più del previsto, la Francia che ha registrato un'espansione dello 0.2%, mentre la Germania - l'economia più grande del blocco - ha riportato una flessione. Nel dettaglio, al momento della stesura (ore 15:55) il rendimento del Bund decennale scende di quasi 10 punti base al 2.3555%, quello del Bpt cede 12 pb al 4.231%, portando lo spread in lieve restringimento a circa 188 pb. Sul tratto breve della curva, il CTZ si attesta al 3.372% e lo Schatz al 2.764%, con lo spread a due anni che è destinato a registrare un ulteriore allargamento secondo Jussi Hiljanen, chief strategist di Seb, a causa dei rimborsi dei prestiti contratti nell'ambito delle Tltro della Banca Centrale Europea.
Gli esperti commentano che l’Eurozona potrebbe riuscire a evitare una contrazione economica nel breve termine, ma la politica monetaria più restrittiva è destinata a pesare sugli investimenti e sui consumi per il resto dell'anno.
Giornata ricca di dati macro rilevanti anche oltreoceano, dove l’inflazione Pce a marzo scende a +4.2% annuale, ‘core’ a +4.6%, sopra le stime. Il dato trascina in calo i rendimenti sui Trasury, con il tutolo a due anni che rende il 4.0703% e quello decennale il 2.467%. Inoltre, i dati mensili sul livello delle spese personali, invariate, mentre le previsioni erano per un calo del -0.1% e quelli sui redditi personali, che aumentano dello 0.3%, contro le attese di un +0.2%.