Questa mattina sono stati pubblicati i dati relativi ai prezzi alla produzione in Germania, che sono diminuiti più del previsto sia su base mensile che annuale. Negativo invece il dato francese della fiducia delle imprese manifatturiere ad aprile, che aumenta meno del previsto e risulta in diminuzione rispetto al mese precedente. Inoltre, la pubblicazione delle minute della Bce: i membri della Bce hanno convenuto a livello generale che il Consiglio direttivo dovrebbe astenersi dal comunicare aspettative incondizionate sul futuro percorso dei tassi di interesse. Tuttavia, è stata espressa la preoccupazione che l'assenza di indicazioni di questo tipo potesse essere interpretata come un segnale di fine del ciclo di rialzi. Per questo motivo «è stato suggerito di trasmettere il messaggio che, se non si fossero verificate le recenti turbolenze di mercato, il Consiglio direttivo avrebbe espresso l'aspettativa di un ulteriore aumento dei tassi, dato lo scenario di base». Alla stesura (ore 17:06) i rendimenti dell’Eurozona si mostrano in calo. Nel dettaglio il Bund è al 2.4510%, e scende più velocemente del Btp italiano, che si attesta al 4.309%, portando lo spread in rialzo a circa 186 pb. L’obbligazionario rimane dunque permeo di una certa volatilità, con gli ultimi dati settoriali sulle famiglie che suggeriscono il riemergere della domanda retail di reddito fisso, secondo le analisi di Deutsche Bank Research. Oltreoceano il Treasury decennale è al 3.539%, in scia al dato sulle richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione negli Usa, che aumenta (+245000, precedente: +240000) diversamente dalle attese (+240000). Inoltre, il dato sulla vendita delle case segnala una contrazione più forte di quella prevista.