I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona si mostrano in calo. Alla stesura (ore 16:38), il Bund si attesta al 2.1720% e il Btp al 4.015%, portando lo spread a circa 184 pb. Sul tratto breve, il CTZ segna 3.059% mentre lo Schatz sale lievemente al 2.548%. I differenziali dei titoli di Stato dell'Eurozona rispetto ai Bund si sono stabilizzati di recente, leggermente al di sopra dei livelli di inizio marzo. Fanno eccezione gli spread degli Oat francesi, leggermente più ampi in vista delle proteste sulla scia della riforma delle pensioni.
Secondo Werner Kraemer, chief economist di Lazard Asset Management, gli asset a reddito fisso sono destinati a beneficiare della combinazione tra l'approssimarsi della fine dei rialzi dei tassi d'interesse delle Banche centrali e una potenziale recessione. L’esperto prevede uno o due ulteriori aumenti, dal momento che l’inflazione core è ancora a livelli troppo elevati. Anche la riduzione del bilancio delle Banche centrali implica un inasprimento. Le attese sul livello dei tassi terminali sono tornate a livelli corrispondenti a quelli osservabili prima del ritorno dei timori sull’inflazione a fine gennaio. Secondo Michael Leister di Commerzbank, si attestano al 3.5% per la Bce e al 5% per la Fed.
Oltreoceano, il Treasury decennale si mostra in lieve calo al 3.285%, dopo il rialzo in scia alla pubblicazione del dato sulle richieste di sussidio alla disoccupazione, che diminuendo meno delle attese alimenta la convinzione che il mercato del lavoro stia soffrendo degli effetti della politica monetaria restrittiva della Fed. La media a quattro settimane, che appiana le oscillazioni settimanali, si è assestata a 237750 unità rispetto al dato della settimana precedente di 242000 unità.