I rendimenti dell’Eurozona, alle 16:27, trattano in calo. Nel dettaglio, il rendimento del Bund, che cede il 3.93%, è al 2.1% e quello del Btp al 3.987%. Lo spread si attesta in rialzo a circa 188 pb.
Anche oltreoceano rendimenti in calo, con il Treasury decennale al 3.356%.
Secondo Hauke Siemssen, strategist dei tassi presso Commerzbank, i rendimenti obbligazionari sono destinati a segnare ulteriori cali, a causa dell'intensificarsi delle scommesse sui tagli dei tassi da parte delle Banche Centrali, specie negli Stati Uniti, dove il Segretario al Tesoro Janet Yellen, ha fatto marcia indietro rispetto alle comunicazioni dei giorni precedenti, dichiarandosi pronta a tutelare i depositi. In occasione dell’Eurosummit odierno, Christine Lagarde rimarca la solidità del sistema bancario europeo.
Per quanto riguarda i Bund tedeschi, la situazione pare più delicata: secondo Jussi Hiljanen, chief strategist presso Seb, i rendimenti a lungo termine rimarranno volatili e privi di una chiara direzione nei prossimi mesi. I Pmi di marzo della Germania mostrano che la situazione economica è migliorata ulteriormente alla fine del primo trimestre e a prima vista ciò indica che l'economia tedesca sta uscendo dalla debole fase invernale e sta andando meglio di quanto si temesse. In ogni caso è bene non «farsi prendere da un eccessivo ottimismo o dalla speranza di un'imminente forte ripresa», avverte Joerg Zeuner, capo economista di Union Investment. I Pmi dell’area euro riflettono un marzo positivo per i servizi, mentre il lato manifattura fatica, con il PMI manifatturiero a 47.1 punti contro i 48.5 del precedente e le aspettative di 49. I Pmi Usa battono positivamente le aspettative.