I rendimenti sui titoli di Stato dell’Eurozona si mostrano tutti in netto calo. Il Btp italiano alle ore 16:42 perde il 2.39%, attestandosi al 4.285%. Anche il Bund tedesco subisce una variazione negativa del 7.16%, attestandosi al 2.4520%, con lo spread in rialzo a quasi 184 pb.
Ribassi anche nel tratto breve della curva, con il CTZ al 3.594% (-4.49%) e lo Schatz tedesco al 3.013% (-8.20%). A influire la pubblicazione dei prezzi alla produzione dell’industria in calo in Italia grazie alla diminuzione del prezzo del gas e l’indice dei prezzi al consumo in aumento dello 0.8% su base mensile per la Germania. Jussi Hiljanen, chief strategist di Seb, si attende un periodo di consolidamento per i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine dell'Eurozona seguito da un aumento nei prossimi mesi. L’esperto si attende che il Bund salga al 2.9-3% e tale aumento «potrebbe essere determinato da una combinazione di continua resistenza economica, ulteriori sorprese al rialzo dell'inflazione e maggiori aspettative sui tassi di policy».Secondo strategist di Societe Generale, il picco del 3% dovrebbe essere raggiunto nella prima metà dell’anno, per poi scendere al 2.8% nel terzo trimestre e al 2.6% nel quarto.
Anche i Treasury statunitensi trattano al ribasso, con il decennale al 3.6951% (-5.81%), a seguito della pubblicazione del dato macro più importante della settimana: la variazione degli occupati non agricoli nel mese di febbraio è stata pari a 311mila unità, in calo rispetto al precedente 504mila unità, ma sopra le aspettative di 205K unità. Inoltre, il tasso di disoccupazione in febbraio si registra al +3.5%, in aumento rispetto al precedente +3,4% e conforme alle aspettative.