Il rendimento del Bund decennale ha archiviato la seduta in discesa di 6 punti base allo 0,88%, in scia all'analogo movimento del Treasury decennale, dopo che l'inflazione americana di luglio ha rallentato piu' delle attese. "Si suol dire che una rondine non fa primavera, infatti un solo numero non traccia una direzione, e la Fed potrebbe aver bisogno di vedere una serie di rapporti sull'inflazione piu' contenuta per sentirsi a suo agio con i tassi. Ad ogni modo i mercati hanno risposto alla pubblicazione rivedendo le stime sui rialzi di settembre. Investitori che ora si aspettano un rialzo piu' contenuto di 50 pb, le cui probabilita' sono passate dal 32% di ieri agli attuali 62,5%, rispetto alle precedenti attese di un rialzo di 75 pb. Percorso della Fed che perfino viene ora essere visto meno forte a fine anno, con l'ultimo rialzo di dicembre rivisto dal precedente 3,75% all'attuale 3,5%", afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro. Per Saxo Markets pero' il deprezzamento del dollaro e il rally dell'azionario statunitense dopo i dati sull'inflazione americana inferiori alle attese probabilmente non dureranno. "Entrambi i movimenti potrebbero essere di breve durata se il mercato tornasse a concentrarsi sulla Federal Reserve: un mese di dati non cambiera' l'attuale atteggiamento da falco della Federal Reserve, che si attiene alla sua missione di far scendere l'inflazione", afferma Mike Owens, trader di Saxo.