Al momento della stesura (ore 16:36) i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona si mostrano poco mossi. Nel dettaglio, il Btp si attesta al 4.274% e il Bund al 2.3320%. Spread in allargamento a circa 194 pb. Calendario macro leggero: rilevano i dati francesi sulla bilancia commerciale, in calo (-8.02 mld euro) meno delle aspettative (-9.3 mld, precedente: -9.3 mld), e sulle partite correnti (1.4 mld, atteso: -3.3 mld) che passano in surplus a marzo (precedente: -3 mld). Pesano le dichiarazioni falco da Francoforte: il membro della Bce, Peter Kazimir, ha avvertito che l'inasprimento monetario non è ancora finito, facendo eco alle dichiarazioni di Christine Lagarde della scorsa settimana. Per il banchiere è necessario rimanere vigili in presenza di un'inflazione vischiosa, di pressioni salariali e di margini di profitto elevati. «La battaglia contro l'inflazione è tutt'altro che vinta» e «il rallentamento del ritmo a 25 pb è un passo che ci consentirà di aumentare gradualmente e più a lungo se ciò dovesse essere necessario e giustificato dai dati in arrivo». Sulla stessa falsariga anche Martins Kazaks, presidente della banca centrale lettone, che stamattina ha affermato che i rialzi potrebbero non terminare a luglio e che le attese di un taglio nella primavera del 2024 sono significativamente premature. Secondo gli strategist di Mps Capital Services il mercato dovrà presto fare un repricing dei rialzi Bce sebbene per ora queste dichiarazioni stiano passando in secondo piano. Gilt in rialzo, con il decennale al 3.8765%, in vista dell’atteso aumento dei tassi di interesse da parte della BoE previsto giovedì. Oltreoceano, Treasury decennale pressoché stabile al 3.511%, con i mercati in attesa del test inflazione usa.