I rendimenti dei titoli di Stato decennali dell’Eurozona sono in calo su tutta la linea, con il Bund tedesco a 2.30% e il Btp italiano a 4.12%, spread in contrazione a 182 pb, in attesa dei dettagli da parte del ministero dell’Economia sull’asta a medio e lungo termine del Btp a 3 e 7 anni di martedì 14 febbraio. A parere dell’ufficio studi Unicredit è improbabile l’eventuale offerta di un benchmark Btp sul tratto extra-lungo, e se dovesse avvenire riguarderebbe un titolo trentennale come il settembre 2049. A influenzare i rendimenti odierni, la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo preliminare dell’economia tedesca, in lieve rialzo (all'8.7% a gennaio dall'8.6% di dicembre), invertendo la tendenza al ribasso che prevaleva da ottobre, ma battendo le aspettative del 9.2%. Fritzi Koehler-Geib, capo economista della banca tedesca Kfw, pur ritenendo che il picco dell’inflazione sia stato superato, afferma necessaria «un'azione decisa e robusta da parte della Bce […] anche nei prossimi mesi». Sulla stessa linea si pongono le comunicazioni falco di Klaas Knot, presidente di Banca dei Paesi Bassi e membro del Consiglio direttivo della BCE, che durante l’evento online organizzato da MNI Market News, dichiara giustificato il mantenimento dell’attuale ritmo di aumenti di 50 pb fino a maggio, non ritenendo probabile il solo aumento di marzo come punto di arrivo per garantire la riduzione dell’inflazione core e la stabilità dei prezzi.