Al momento della stesura (ore 16:03), i rendimenti sull’obbligazionario europeo si presentano poco mossi, tutti in lieve calo, sintomo di una certa avversione al rischio. Impatta la battuta d’arresto dell’Ifo tedesco, che scende a 91.7 punti da 93.4 (rivisto da 93.6) a maggio. Si tratta del primo calo dopo sei aumenti mensili di fila. Lo spaccato settoriale dell'indagine rivela un peggioramento di morale nel manifatturiero, nel commercio e distribuzione (-21.2 da -10.3), ma una sostanziale stabilità nei servizi (6.8 da 6.9). Nell'edilizia, il sentiment delle imprese cala per via del peggioramento della situazione attuale, e le aspettative rimangono pessimistiche.
Nel dettaglio, il costo del finanziamento del Btp si attesta al 4.303% e quello del Bund al 2.4380%, con lo spread in lieve allargamento a poco più di 186 pb. Secondo gli strategist di Unicredit Research, in ogni caso, i rendimenti sono destinati a subire un lieve aumento nel prossimo breve termine, grazie alla ripresa del commercio globale e al calo dei prezzi di energia e materie prime.
Sul fronte macro rilevano anche i dati UK sui prezzi al consumo: l’inflazione di aprile scende all’8.7% ma delude le attese dell’8.3% (precedente: +10.1%). Su base annuale, invece, il dato segnala un incremento, pari all’1.2%, superiore al consenso degli economisti che stimavano un più modesto 0.8% (precedente: +0.8%). I rendimenti dei Gilt si attestano dunque in rialzo, con il decennale al 4.2335%.
Oltreoceano, si resta in attesa delle minute della Fed. Nel frattempo, i rappresentanti del presidente Usa Joe Biden e i repubblicani del Congresso hanno concluso un'altra serie di colloqui senza alcun segno di progresso. Il Treasury decennale rende il 3.691%, mentre quello a due anni, il 4.310%.