Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha affidato ieri a Deutsche Bank, Jp Morgan, Nomura Financial Products Europe, Societe Generale e Unicredit il mandato per il collocamento sindacato di 5 miliardi di euro di Btp con scadenza a ottobre del 2053. Secondo gli analisti di UniCredit Research, a spingere l’Italia a lanciare la sua seconda operazione via sindacato di quest'anno è stata la forte domanda nei recenti collocamenti via sindacato di titoli di Stato trentennali francesi e belgi. Detto questo, secondo gli esperti, il lancio di un nuovo Btp a 30 anni nel corso di questo trimestre era previsto. L'emissione ha attirato una domanda di oltre 26.7 miliardi di euro alla chiusura dei libri, leggermente inferiore all'importo indicato durante il processo di bookbuilding (28.5 mld euro). Il book finale include 3.54 miliardi di euro di interessi da parte dei lead manager dell'operazione.
Nel frattempo, il rendimento del Bund decennale, alle 17:40 è al 2.47%, vicino all'estremità superiore della sua recente fascia di trading, mentre il Btp italiano si attesta al 4.31%, con lo spread che sale a quasi 185 pb. Anche i rendimenti del Treasury decennale salgono al 3.83%, dopo la pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione di gennaio, che è aumentato dello 0.7% sul mese, contro le attese del +0.4%.
Ieri, da Strasburgo, Christine Lagarde ha ribadito che la Bce intende alzare i tassi di altri 50 punti base, «per assicurare un tempestivo ritorno dell'inflazione al nostro obiettivo del 2% nel medio termine».
Come notano gli strategist di Ing, «i dati migliori» del previsto «hanno rafforzato le aspettative da falco della Fed e della BCE, ma questa volta, la parte posteriore della curva si è sollevata in misura maggiore».