I rendimenti dell’Eurozona trattano in picchiata alle ore 16:29 di questo mercoledì, dopo che i rialzi di ieri sembravano far sperare in un graduale ritorno alla normalità.
Il Btp italiano subisce una variazione negativa del 5.29%, attestandosi al 4.078%. Bund tedesco in forte calo, perde il 13.16%, attestandosi a 2.1320% e portando lo spread in rialzo a 194.18 pb.
Il calo dei rendimenti si fa sentire anche sul tratto breve della curva, con il CTZ italiano al 3.119% (-9.87%) e lo Schatz tedesco al 2.407%, che perde il 17.65%. Secondo Cristina Costa di Barclays, il fallimento della Silicon Valley Bank e della Signature Bank ha reso il sentiment del mercato molto più avverso al rischio, in quanto sia gli azionisti che gli obbligazionisti sono ancora esposti a grosse perdite. Tuttavia, secondo Patrick Barbe di Neuberger Berman la BCE dovrebbe considerare il crollo della SVB come «specifico degli Stati Uniti, dove le banche con un bilancio inferiore a 250 miliardi di dollari non sono sotto la stretta supervisione dell’autorità di regolamentazione». Dal momento in cui nell'Eurozona tutte le banche sono pienamente controllate, Barbe prevede un aumento dei tassi di interesse di 50 pb domani e dopo marzo un rallentamento del ritmo a 25 pb, attestandosi al 3.5% o meno, a seconda dell'impatto che avrà il caso della Svb sull’attività.
Anche oltreoceano i rendimenti sui Treasury si attestano in calo, con il tasso sul titolo decennale al 3.417% (-6.01%) e quello sul titolo a due anni al 3.7466% (-11.32%). In ogni caso, i dati macro di oggi inerenti i prezzi alla produzione usa, (-0.1% m/m, contro attese +0.3%), e le vendite al dettaglio (+1.5% m/m), sembrano ancora una volta indicare una certa stabilità dell’economia statunitense.