Giornata di contrazione per i rendimenti dei titoli di Stato europei. Alle ore 16h48, il costo di finanziamento del Bund a dieci anni scende al 2,41%, in flessione di 3 punti base. Il tasso pagato dal Btp decennale si attesta invece al 3,82%. Il differenziale tra i titoli è visto in calo a 147,21 punti base.
Le pubblicazioni Pmi in Eurozona relative al mese di febbraio denotano un miglioramento del settore dei servizi, che è tornato sopra i 50 punti per la prima volta da luglio 2023. D’altra parte, il settore manifatturiero frena a 46,2 punti, ai minimi da due mesi, con un forte calo sulla produzione e sui nuovi ordini. “Gli ultimi dati Pmi”, affermano gli analisti del Hamburg Commercial Bank, “probabilmente deluderanno la Banca Centrale Europea, poiché i prezzi alla vendita sono aumentati per il quarto mese consecutivo raggiungendo il livello più alto dallo scorso maggio”. I prezzi al consumo della regione si sono invece attestati al +2,8% su base tendenziale a gennaio, al di sotto del 2,9% precedente. Su base mensile, l’inflazione è diminuita dello 0,4%. Nel mentre, la Bce questo pomeriggio ha pubblicato i verbali relativi alla riunione di gennaio, i quali dichiarano la volontà da parte dell’istituzione di mantenere un atteggiamento prudente. Come si legge dai verbali, secondo i banchieri “il processo disinflazionistico resta fragile e un rallentamento troppo precoce potrebbe vanificare alcuni dei progressi compiuti". Oltreoceano, ieri sera la Fed ha affermato che probabilmente il picco dei tassi d’interesse è stato raggiunto, ma che al momento sono necessari maggiori progressi sull’inflazione prima di procedere verso un allentamento della politica monetaria.