Trattano in deciso calo i rendimenti dei titoli di Stato europei. Alle ore 15h30, il btp decennale segna un costo di finanziamento del 4,17% rispetto al 4,25% della chiusura precedente, mentre il rendimento del bund tedesco a 10 anni è in continua contrazione a 2,42%. In calo anche il differenziale tra btp e bund decennali, a 173,77 punti base.
Secondo i dati sulla massa monetaria M3 pubblicati dalla Banca centrale europea nella giornata di ieri, le banche dell’eurozona continuano a privilegiare le allocazioni in titoli esteri (+40 miliardi di euro nel corso del 2023) a discapito di quelli nazionali (-10 miliardi di euro).
Oltreoceano, Christopher Waller, noto membro della Federal Reserve, ha segnalato ieri un possibile taglio dei tassi di interesse nei prossimi mesi. Secondo gli analisti di Mps, la dichiarazione ha provocato un ulteriore un calo dei rendimenti dei titoli USA (in particolare nei titoli a breve termine), che oggi si sta trasmettendo a quelli europei.
Pubblicati i primi dati macro della settimana. Per l’inflazione, in Spagna il dato è rallentato (a 3,2% da 3,5%, rispetto ai 3,7% attesi), come in Germania (a 3,2% contro i 3,8% di ottobre, atteso a 3,5%). Per gli esperti di Unicredit Research, la ragione potrebbe essere riconducibile al calo dei prezzi dell’energia. In Europa, sono poi aumentati gli indici sulla fiducia nell’economia, in particolare quello dei consumatori a +16,9 punti. Infine, negli Stati Uniti, positivo il dato sul Pil a +5,2%, mentre le spese dei consumatori sono aumentate del 3,6%. Il dato Pce sull’inflazione è poi aumentato del 2,8%, disattendendo le aspettative (a 2,9%).