Durante la prima seduta del mese di agosto i rendimenti dei titoli obbligazionari europei sono in forte decelerazione, come si evince dal Btp decennale italiano in flessione di oltre 12 punti base, con un tasso di finanziamento poco sopra i 3 punti percentuali, e dal Bund tedesco con medesima scadenza che presenta uno yield dello 0,8%. Il differenziale tra i due titoli precedentemente menzionati è in forte calo, intono ai 212 punti base, dominato dall’incertezza legata alle future elezioni italiane, che potrebbero spingere lo spread a un livello decisamente più alto; secondo le proiezioni degli economisti si aggirerebbe nel range tra 250 e 300 punti base. In merito a tale tema, le agenzie di rating si sono già mosse durante la scorsa settimana, rivedendo a ribasso l’outlook sull’Italia. Durante questa fase, la Bce difficilmente interverrà sul mercato utilizzando lo strumento anti-frammentazione “TPI” al fine di contenere lo spread, ma in caso di disordini significativi potrebbe far sentire la propria voce, a patto che, l’Italia sia allineata agli obiettivi fiscali imposti dall’Unione Europea, in modo da poter rientrare nei requisiti previsti per l’attivazione dello strumento di nuova emissione. Spostando l’attenzione sulla Banca Centrale britannica, ci si aspetta nella giornata di giovedì, il rialzo dei tassi d’interesse più alto degli ultimi 27 anni, dal momento che la BoE è sotto forti pressioni per seguire le altre banche centrali, con il Telegraph che scommette sul raddoppio dei tassi raggiungendo quota 2,5% entro la fine del 2022.