Rendimenti in rialzo per i titoli europei. Alle 16h32 infatti, il Btp decennale registra un costo di finanziamento pari al 4,53%, mentre il Bund, a 10 anni, paga un tasso d’interesse pari al 2,74%. In conseguenziale aumento anche lo Spread, a 178,7 punti base. Trattano in aumento anche i rendimenti dei Treasury statunitensi, con il titolo decennale al 4,47%, dopo la decisione di ieri della FED di mantenere invariati i tassi d’interesse. Il Federal Open Market Committee, l'organismo della Federal Reserve responsabile della politica monetaria degli Stati Uniti, ha deciso di lasciare i tassi di riferimento al 5,25%-5,50%, il livello più alto dal 2001; la decisione è in linea con le attese degli analisti ed è stata unanime. Nonostante la pausa però, ad orientare il mercato verso una posizione corta sui Treasury, sono state le parole di Jerome Powell, Presidente della FED, il quale ha lasciato aperta la porta ad ulteriori rialzi prima di Natale (la stima degli analisti vi attribuisce ad oggi il 60% di probabilità). Non si tratta quindi della fine del ciclo, ma di una pausa dall’ avvicinamento al livello terminale, il quale, secondo gli analisti, è probabile che rimarrà inalterato almeno fino all’ultimo trimestre del 2024. Sempre dal fronte macroeconomico, sono state prese in mattinata anche le decisioni sui i tassi per Inghilterra, Svezia e Norvegia. Per quanto riguarda il Regno Unito, la BoE ha lasciato invariati i tassi d'interesse britannici al 5,25%, dopo 14 rialzi consecutivi; la decisione è in linea con le aspettative ed è stata presa alla luce degli ultimi dati sull’inflazione. Nel caso di Svezia e Norvegia invece, le rispettive banche centrali hanno optato per un aumento dei tassi di riferimento, di 25 punti base.