Reddito fisso che, a detta degli analisti, potrebbe rimanere sotto pressione durante i prossimi mesi, a causa delle preoccupazioni per il livello dell’inflazione, per lo più connessa all’aumento dei prezzi dell’energia, con una situazione di stagflazione che rimane lo scenario futuro più probabile, anche se una parte del mercato rimane focalizzata sulle pressioni recessive. Gli esperti di NN Investment Partners ritengono che l’attuale calo dei costi di finanziamento non sia giustificato, ipotizzando quindi un futuro incremento dei rendimenti obbligazionari, specie in eurozona. L’asset manager stima che un potenziale aumento dei Fed funds al di sopra del tasso obiettivo per combattere le pressioni inflazionistiche sia la causa di un futuro incremento dei rendimenti obbligazionari, specie per quelli aventi scadenza nel breve termine. Nel frattempo, il Btp italiano rimane poco mosso, ma in calo di 8 punti base a 2,9%, mentre il Bund decennale tedesco resta ancorato ad un tasso di finanziamento dello 0,8%. Spread che risulta in restringimento verso i 210 punti base, attualmente a 212 bips. Come da previsione, la Bank of England aumenta il livello dei tassi d’interesse di 50 punti base all’1,75%, allineandosi alle altre Banche Centrali, dopo aver rivisto al rialzo le previsioni sul livello d’inflazione intorno al 13%, in netta crescita rispetto alla precedente aspettativa che si attestava al 9,4%; anche le previsioni sul PIL sono state riviste a ribasso raggiungendo un livello del 3,5% nel 2022, con le prospettive che risentono dell’aumento dei tassi chiave fino alla soglia del 3% durante il terzo trimestre del 2022.