Dopo i continui sell-off sui Mercati obbligazionari - reputati eccessivi dagli esperti di Commerzbank - si assiste al momento ad un calo dei rendimenti di Btp italiani e Bund tedeschi con scadenza decennale, i quali si portano rispettivamente allo 0,848% ed al -0,1710%, con uno spread attualmente di 101,7 punti base.
Nel contesto americano la situazione sembra migliorare analogamente, i rendimenti dei T-Bond a dieci anni rendono ora l’1,533%, in calo dalla giornata precedente, mentre quelli a trent’anni il 2,046%, in lieve aumento. A favorire gli acquisti potrebbero esser stati i dati migliorativi a riguardo delle richieste iniziali ai sussidi di disoccupazione, che si attestano a 293.000 unità dalle precedenti 329.000, stracciando le previsioni viste per 319.000 unità.
Riflettendo inoltre sui dati macroeconomici pubblicati nella giornata odierna, si osserva un rallentamento del producer price index Usa, che flette di 0,2 punti percentuali, passando allo 0,5% su base mensile e tenendosi più basso delle aspettative, viste allo 0,6%; ciò potrebbe, seppur il Ppi sia elevato soprattutto su base annua, allentare la pressione sul Cpi in un’ottica di stabilizzazione dei prezzi al consumo.
Nel frattempo la Fed vuole poter alzare i tassi di interesse qualora fosse necessario, dato che le pressioni inflazionistiche si fanno sempre più forti e persistenti; nel dettaglio dalle minute della riunione del Fomc del 21-22 Settembre emerge come i banchieri temano i colli di bottiglia nella catena di fornitura e ciò è stato confermato anche dal governatore della Fed, Michelle Bowman, il quale afferma: "Vedo ancora un rischio concreto che le pressioni sui prezzi legate all'offerta possano durare più a lungo del previsto”.