I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono in rialzo dopo che il presidente della Federal Reserve statunitense, Jerome Powell, proprio dopo la sua recente conferma del suo mandato da parte di Biden, si è espresso in merito all’inflazione.
Egli ha infatti ammesso ai Mercati come il termine “transitoria”, relativo all’inflazione, non si addica per nulla al contesto a cui stiamo assistendo, fornendo ulteriori prove a supporto della tesi in cui si afferma come tale livello elevato potrebbe protrarsi più a lungo di quanto previsto, inoltre, sempre il Presidente della Fed, asserendo al framework positivo inerente all’occupazione in Usa, ha accennato alla possibilità di accelerare il Tapering, concludendolo in anticipo, lasciando così un probabile spazio di manovra sulla politica monetaria, in particolare all’aumento dei tassi d’interesse.
Il rendimento dei Treasury Bond con scadenza decennale passa così dall’1,456% all’1,485%, mentre nel frangente obbligazionario dell’Area Euro i rendimenti di Bund tedeschi e Btp italiani con scadenza a dieci anni si portano rispettivamente al -0,3350% ed all’1,005%, con il loro spread in ampliamento, attualmente a 134,2 punti base.
Passando alla lettura dei dati macro, notiamo come l'indice Pmi in Eurozona inerente a Novembre abbia deluso di poco le aspettative, viste in linea al dato precedente, a 58,6 punti, portandosi agli attuali 58,4, territorio ancora più che positivo; in effetti, anche JPM prevede che la crescita della Zona Euro continuerà a solidificarsi al di sopra del 4% fino alla fine del 2022, per poi rallentare ad un ritmo superiore al 2% nel 2023. Nella cornice domestica invece, il valore del Pmi sorprende le aspettative confermandosi a 62,8 punti dai precedenti 61,1.