Continua la salita per i rendimenti dei principali titoli di stato occidentali. Lo yield del Btp decennale arriva al 2,367%, mentre quello del Bund si attesta al +0,695%. In rialzo anche i rendimenti dei Treasury decennali (2,63%). Partendo dal contesto Usa, i verbali del FOMC rilasciati ieri sera hanno segnalato l'intenzione della Fed di accelerare il ritmo di deflusso del bilancio puntando a 95 miliardi al mese, e di procedere con un aumento di 50 punti base dei Fed Funds a partire da maggio. La reazione dei mercati è stata contrastata, con i rendimenti del dollaro e delle obbligazioni che sono aumentati solo modestamente. “Le azioni, tuttavia, hanno accelerato al ribasso", afferma il senior analyst di Oanda. Sul fronte europeo, i verbali della Bce di marzo hanno segnalato l'urgenza di agire sull'inflazione -la quale sembra avere un effetto maggiore di quello atteso-, tenendo così maggiormente in considerazione l’opinione di un gran numero di funzionari secondo cui un livello elevato di inflazione richiedesse passi immediati verso la normalizzazione. Le discussioni politiche hanno anche suggerito che gli acquisti di obbligazioni termineranno a giugno, ma, dato il contesto incerto, i membri hanno comunque preferito mantenere un approccio cauto, la cui risoluzione rimarrà dipendente dai dati delle prossime settimane. Ciò detto, le preoccupazioni per l'inasprimento sincronizzato delle banche centrali e delle condizioni finanziarie si combinano con fondamentali economici più deboli; gli investitori sono preoccupati per la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di energia, e la sua vicinanza al conflitto in Ucraina lascia un rischio al rialzo per le pressioni sulla domanda e per la compressione dei profitti aziendali.