I prezzi dei principali titoli di stato occidentali continuano a scendere per la quarta sessione consecutiva. Il Btp decennale torna in area 91 euro con un rendimento dell’1,909%, mentre il Bund scende a 97 euro con uno yield allo 0,266%. A seguito dell'incertezza del conflitto ucraino e il contesto dei prezzi, la Banca centrale europea ha deciso di prendere una posizione chiara decidendo di terminare il quantitative easing prima di quanto previsto, con una reazione immediata del mercato obbligazionario. Come previsto, la Bce ha lasciato invariate le sue impostazioni politiche chiave per il brevissimo termine (il tasso di deposito e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimangono stabili), ma ha deciso una riduzione più rapida e ha segnalato la possibilità di porre fine all'acquisto di obbligazioni nel terzo trimestre se le prospettive di inflazione non si indeboliscono. Durante la conferenza stampa, la presidente Lagarde si è soffermata sulle possibili conseguenze della crisi in Est Europa affermando che a causa del rialzo dei prezzi energetici e dei problemi alle forniture ci saranno degli effetti ribassisti sull'economia europea; per questo è ormai ritenuto probabile che l'inflazione rimarrà alta più a lungo termine poiché l'impennata delle materie prime si accompagna sia all'inflazione strettamente energetica, sia all'inflazione più ampia dovuta alle interruzioni dell'offerta causate dalla pandemia. Nel frattempo, il prezzo del greggio guadagna oggi un altro 1,75%, mentre l’oro torna in area 2000 dollari all’oncia con un +0,70%. Molta volatilità nel mercato valutario; dopo l’uscita del dato sull’inflazione Usa (+7,9% su base annuale) il cambio euro dollaro scende e torna intorno al livello di 1,10.