Oggi i rendimenti dei governativi europei sono visti a ribasso. Alle ore 16h42, il Btp 10y presenta un costo di finanziamento del 3,88%, mentre per il Bund alla stessa scadenza si attesta al 2,32%. Cala così lo spread tra i due titoli, a 155,46 pb. Questa mattina sono stati pubblicati i dati relativi all’indagine PMI sul settore manifatturiero e dei servizi in Eurozona. La lettura preliminare indica una contrazione più lieve per il settore manifatturiero a gennaio, la meno marcata degli ultimi 6 mesi, seguita tuttavia da un peggioramento delle performance nel settore dei servizi. Il Pmi manifatturiero è infatti salito a 46,6 punti rispetto ai 44,4 di dicembre, nonostante le previsioni degli analisti fossero per un 48,8, mentre il Pmi dei sevizi è sceso a 48,4 punti dai 48,8 precedenti, toccando il livello minimo degli ultimi 3 mesi. Entrambi gli indici restano dunque al di sotto della soglia dei 50 punti, il cui superamento indica una crescita del settore. In Germania, il Pmi manifatturiero è rimbalzato a 45,4 punti a gennaio, contro i 43,3 di dicembre e i 43,7 attesi dal consenso, mentre l’indicatore sui servizi è passato da 49,3 a 47,6 punti. In Francia, il Pmi manifatturiero è cresciuto a 43,2 da 42,1, mentre il Pmi servizi si è contratto a 45 punti da 45,7. In Giappone, l’indicatore Pmi riferito al mese di dicembre indica un miglioramento dell’attività manifatturiera, sebbene ancora debole, a 48 punti rispetto ai 47,9 di novembre. Statistiche più positive Oltreoceano, con il Pmi sevizi che negli Stati Uniti a gennaio è salito a 52,9 punti rispetto ai 51,4 precedenti, sorprendendo gli esperti che attendevano una leggere ricaduta a 51 punti. S&P Global stima poi un rialzo anche nel settore manifatturiero, con il Pmi che passa da 47,9 a 50,3 punti, superando la soglia di crescita. Il Pmi composito raggiunge così i 52,3 punti dai 50,9 di dicembre.