Giovedì in deciso rialzo per i rendimenti dei principali titoli di stato, con yield del Btp decennale al 2,7%, quello del Bund a+ 0,9% e quello del Treasury al 2,88%. In ambito Usa è uscito oggi il dato sul Pil, il quale dalle prime stime si è contratto su base annua del -1,4% nel primo trimestre 2022 rispetto al +6,9% del quarto trimestre scorso; in una nota viene precisato che tale declino è dovuto in parte alla diminuzione degli investimenti in scorte private (per autoveicoli e rivenditori), e in parte al calo delle esportazioni e della spesa pubblica.
Tornando nel contesto europeo, i riflettori del mercato sono poi stati rivolti verso i dati sull’inflazione di aprile di Germania e Spagna. Per la Germania, l'inflazione ha accelerato fino a raggiungere il livello record degli anni ‘80, con l’IPC armonizzato balzato al 7,8% rispetto all'anno precedente, mentre l'indicatore nazionale ha raggiunto il 7,4% rispetto al consenso del 7,2%. Davanti a questi numeri, ING ha affermato che se da un lato l'accelerazione sta rallentando, un'inversione è ancora lontana, in quanto l'economia tedesca è una delle più esposte in UE all'aumento dei costi di input. In contrasto, i dati sull'inflazione spagnola di aprile hanno mostrato segnali che l’aumento dei prezzi potrebbe avvicinarsi alla fine, con l'IPC che è rallentato all'8,3% dal 9,8% di marzo (sebbene l'inflazione core abbia raggiunto il suo massimo dal ‘95). Il vicepresidente della BCE ha affermato di vedere il picco dell'aumento dei prezzi "molto vicino", ma i problemi della catena di approvvigionamento che stanno peggiorando a causa delle misure pandemiche in Asia dovranno essere analizzate prima di poter prendere decisioni definitive di politica monetaria.