Rendimenti calanti in Europa, con il Bund decennale che alle ore 16h58 presenta un costo di finanziamento del 2,35%, mentre il Btp a dieci anni paga il 3,87%. Lo spread Btp/Bund si aggira intorno ai 154 punti base.
Dopo il dato sull’inflazione statunitense, gli investitori hanno ridimensionato ulteriormente le aspettative sulla riduzione del costo del denaro. In questo momento, il mercato prezza 100 punti base di tagli da parte della Bce entro la fine dell’anno, contro i 150 pb attesi a dicembre. Teresa Gioffreda, Investment Strategist di Ubs Asset Management, si aspetta che “i primi tagli possano avvenire alla fine del secondo trimestre e in misura minore rispetto a quanto previsto dal mercato. I rendimenti maggiori, in questo momento, sono sulla parte investment grade e high yield, ma è importante diversificare. I titoli di Stato invece rappresentano soluzioni per coprirsi da una eventuale crescita inferiore alle attese". Il banchiere ha poi affermato che "i prossimi mesi saranno particolarmente ricchi di nuove informazioni sui fattori che determinano l'inflazione sottostante, in quanto riceveremo i dati sugli ultimi accordi salariali e sulla ridefinizione dei prezzi da parte delle imprese". Sul fronte macroeconomico, le pubblicazioni odierne vedono il Pil trimestrale invariato in Eurozona e in aumento dello 0,1% in UE, rispetto allo scorso trimestre dove si era registrato un calo dello 0,1% in entrambe le aree. Il tasso d’inflazione annuale della Gran Bretagna è rimasto fermo al 4% nel mese di gennaio, inferiore al 4,2% stimato dal consenso. Il tasso core è rimasto fermo al 5,1%, contro gli esperti che vedevano un leggero rialzo a 5,2%.