Rendimenti dei titoli di Stato che sono destinati a rimanere in rialzo dopo le parole da falco di Jerome Powell al simposio di Jackson Hall, che ha fatto presagire ulteriori incrementi dei tassi d’interesse nei prossimi mesi. Nel suo discorso di poco più di una decina di minuti, il presidente della Federal Reserve ha affermato che l’economia statunitense continua a mostrare un forte slancio di fondo e che il rialzo dei tassi avverrà fino a quando non si raggiungerà un livello restrittivo. Dalle parole di Powell è chiaro come le banche centrali non abbiano terminato la loro lotta contro l’inflazione, nonostante le manovre di politica monetaria altamente aggressive attuate a partire dal mese di giugno. Il capo economista della Banca Centrale Europea, Philip R. Lane, ha dichiarato che l’istituto di Francoforte si concentrerà sul tasso terminale piuttosto che sull’entità dei singoli aumenti dei tassi d’interesse; un ritmo di rialzi più costante consente correzioni durante la rotta, ma ribadisce che le decisioni verranno prese riunione per riunione con i dati riguardo l’inflazione aggiornati. Non si esclude che il prossimo aumento dei tassi della Bce possa raggiungere i 75 punti base nella riunione di settembre, dal momento che secondo Lane lo scenario peggiore per l’economia dell’eurozona sarebbe quello di un disancoraggio delle aspettative di inflazione nel lungo termine, considerando i costi che storicamente si sono affrontati per correggerle. In tale contesto il titolo governativo italiano con scadenza a dieci anni risulta in allargamento di 11 punti base, leggermente sotto la soglia del 3,8%, mentre il Treasury americano genera un tasso di finanziamento del 3,1%.