Lunedì in rialzo per i rendimenti europei. Alle ore 17h12, il Btp a 10 anni paga un tasso del 3,62%, mentre il Bund alla stessa scadenza del 2,30%. Lo spread tra i titoli si allarga a 132 punti base.
L’attenzione del mercato obbligazionario ora è rivolta ai Treasury decennali, i quali potrebbero scendere nuovamente sotto la soglia del 4%. Sulle aspettative di politica monetaria, gli esperti puntualizzano che a inizio anno "i forward prezzavano un po' più di sei tagli dei tassi di interesse da parte della Fed, mentre ora il quadro è più equilibrato, con un po' meno di quattro tagli dei tassi prezzati. Probabilmente sarà necessario un significativo deterioramento dei dati economici negli Stati Uniti per stimolare ulteriormente la domanda di Treasury e far scendere il rendimento del decennale Usa al di sotto del 4%".
Sulle mosse future della Bce aleggia ancora un clima di incertezza. Gli strategist i Mps riferiscono che, secondo tre fonti interne all’istituto di Francoforte, “un'ampia maggioranza dei banchieri è favorevole alla prima riduzione dei tassi a giugno, mentre alcuni avrebbero paventato la possibilità di un'ulteriore mossa a luglio per ottenere l'appoggio di coloro che al contrario vorrebbero un inizio anticipato". Clement Inbona, Fund Manager di La Financiere de l'Echiquier, mette l’accento sul fatto che “nell'ultima riunione del Consiglio direttivo non è stato questione di un eventuale taglio dei tassi. Eppure, le previsioni della Bce riferiscono di un'inflazione al 2,3% nel 2024, perfettamente corretta poi verso l'obiettivo del 2% nel 2025, in netto calo rispetto alle stime dello scorso dicembre". Il rischio, conclude l’esperto, è che la Bce si mostri troppo lenta nell’intervenire in caso di disinflazione.