Rendimenti dei titoli di Stato in salita con il Btp 10Y al 3,77% (+7 punti base) e il Bund 10Y al 2,39% (+4 punti base). Rimane quasi invariato lo spread a quota 139,2 punti base. Anche i rendimenti dei Trasury americani seguono la scia di quelli europei, nel dettaglio il bond decennale sale di 6 punti base al 4,36% e quello biennale che rende il 4,71%, spinti dalla pubblicazione dei non farm payroll.
Il numero di buste paga del settore non agricolo degli USA batte le aspettative, aumentando di 303.000 unità con un consenso di 212.000 e 270.000 del mese precedente. Scende anche il tasso di disoccupazione del mese di marzo da 3,9% a 3,8%, per un totale di 6,4 milione di persone senza lavoro. L'occupazione è insieme all'inflazione un elemento chiave per capire le prossime mosse della Fed in termini di politica monetaria. Mercoledì il numero uno dell'istituto centrale Usa, Jerome Powell, ha ribadito che il Fomc prenderà decisioni riunione per riunione, sottolineando come tagli dei tassi quest'anno restino probabili. Spaventano però le parole di Neel Kashkari, il presidente della Fed di Minneapolis, sulla possibilità che vengano lasciati invariati i tassi di giungo, rimandando il taglio in un periodo successivo.
Sul fronte europeo, gli esperti di Unicredit Research ritengono che le minute abbiano confermato la convinzione che a giugno la banca centrale opererà un primo taglio dei tassi d'interesse, con il focus che si è spostato sul numero di ribassi complessivi per il 2024, tre o quattro. "Dopo alcuni giorni di allargamento degli spread, i Btp hanno registrato una bella rimonta, con il rendimento a 10 anni sceso di 11 punti base al 3,74%", rilevano gli esperti.