I rendimenti obbligazionari dell’Eurozona continuano la loro escalation, riflettendo i timori percepiti specialmente in un’ottica di aumento dei contagi, eventualità che potrebbe flettere ulteriormente le condizioni macroeconomiche attuali causando un abbassamento delle proiezioni del Pil viste per l’anno a venire.
Entrando nei particolari, i Btp italiani con scadenza decennale rendono ora l’1,144%, ma anche i Bund tedeschi risentono del clima di tensione diffuso, ed i loro rendimenti si portano attualmente al -0,2295%, con uno spread Btp-Bund in cospicuo allargamento, ora a 143 punti base.
Samuele Barni, Financial Advisor di Copernico Sim, si è espresso stamani sul contesto obbligazionario, affermando come, a suo avviso, a causa di un'inflazione sempre più pronunciata e persistente sia via via sempre più difficile cercare rendimenti reali sul mercato del debito; secondo la sua visone di breve medio termine, in un portafoglio ben strutturato dovrebbero esser presenti Treasury inflation linked, questo perché tale asset class continuerà a prezzare un'inflazione persistente nel continente occidentale.
Barni aggiunge come sia necessario svolgere con logica questi inserimenti in portafoglio, seguendo una strategia di investimento definita a priori, svelando inoltre il suo interesse per le obbligazioni cinesi in renminbi, seppur rappresentino una fonte di rischio aggiuntiva. Per quanto riguarda il mondo obbligazionario corporate, l’esperto puntualizza come sia un’idea sovrappesare le obbligazioni senior delle aziende finanziarie europee e sottopesare i titoli corporate investment grade americani, poiché, ai valori attuali, gli spreads sono minimi da non compensare un potenziale rialzo dei rendimenti dei treasuries.