Giornata stabile sui principali mercati obbligazionari occidentali. Il rendimento del Btp decennale rimane a quota 1,924%, mentre quello del Bund tedesco è ora al +0,219%. Spread stabile intorno ai 170 punti base. Per quanto riguarda la situazione geopolitica attuale, l'attenzione sulle forniture di gas europee dopo la crisi Russia-Ucraina ha visto la Germania interrompere ieri l'approvazione di Nord Stream 2, il più lungo gasdotto al mondo che trasporta il gas naturale dai giacimenti russi alla costa tedesca. Secondo Samuele Barni, consulente finanziario di Copernico Sim, gli equilibri geopolitici sono attualmente i principali driver dei prezzi di petrolio e gas, dal momento che il ruolo della Russia è fondamentale per i mercati globali di queste due commodities; per quanto riguarda i primi rialzi visti, la maggior parte dell'aumento del prezzo è riconducibile ad un aumento del premio per il rischio richiesto in vista di potenziali disruption dal lato dell’offerta (piuttosto che ad una reale carenza di offerta). È molto improbabile che la Russia risponda alle sanzioni in corso d’opera da Usa ed Europa con tagli all'offerta di petrolio, ma una valutazione diversa deve essere fatta sul gas dato il forte predominio che la Russia ha rispetto alle altre nazioni. Ricordiamo che, escludendo le materie prime, la Russia produce relativamente poco pur avendo una situazione finanziaria solida, per cui ha bisogno di esportare per sostenere la sua economia: per questo motivo, un potenziale taglio dell'offerta è uno scenario poco probabile. In base a come la Russia risponderà alle sanzioni, saremo in grado di capire di che tipo di crisi sarà quella che stiamo affrontando, se una crisi regionale oppure più estesa.