La settimana è iniziata con una volatilità sui mercati finanziari molto elevata. I rendimenti dei principali titoli di stato continuano a scendere, sottolineando la volontà degli investitori di spostare la propria liquidità verso il mercato obbligazionario. Lo yield del Btp decennale italiano scende all’1,781%, mentre quello del Bund tedesco arriva a quota 0,157%. Parlando della situazione geopolitica, i governi occidentali annunciano ulteriori sanzioni e supporto militare all'Ucraina, ma diversi analisti che offrono opinioni preliminari sulle potenziali conseguenze economiche per l'Europa sostengono che è probabile che l'UE registrerà un aumento sostenuto sia dei prezzi dell'energia, sia dei prezzi dei prodotti alimentari. In effetti, il prezzo del greggio guadagna al momento un 4,02% superando la soglia dei 95 dollari a barile, mentre i contratti futures del frumento e del mais sono ora a +5,15% e a +4,20%. Questa interpretazione dei prossimi sviluppi potrebbe provocare danni alla ripresa post pandemia, pesando ulteriormente sui consumi privati già colpiti dall’elevata inflazione. Oltre alla nota questione riguardante il settore energetico, anche le banche europee sono ora sotto pressione; le motivazioni sono da ricercare sia nello spostamento al ribasso dei rendimenti obbligazionari, sia all’aumento significativo delle sanzioni che i leader occidentali stanno intraprendendo per escludere alcune banche russe dal sistema SWIFT. In questa situazione di incertezza, l’oro torna a fare performance positive (+1,10% al momento) a fronte di un dollaro stabile, mentre sul mercato valutario tornano ad apprezzarsi le valute “rifugio” -yen e franco svizzero-, che registrano particolari sovra performance nei confronti dell’euro.