Giornata di rialzo per i rendimenti dei titoli di stato occidentali. Lo yield del Btp decennale supera i 220 punti base (ora a 2,21%), mentre quello del Bund supera lo 0,6%. In rialzo anche i rendimenti decennali dei Treasury americani (2,51%). In questo contesto, è interessante condurre un’analisi sulla relazione tra l’andamento del mercato obbligazionario e quello dell’azionario. Nell’attuale contesto di elevata inflazione, nonché di aspettative aggressive per la politica monetaria Usa, si sta verificando sui mercati una situazione insolita, ovvero un forte rialzo dei tassi nominali del mercato obbligazionario accanto ad un forte rimbalzo dell’azionario, il quale statisticamente dovrebbe risultare penalizzato da tale contesto macroeconomico. In una ricerca, alcuni analisti sottolineano che "nonostante i tassi nettamente più alti e le maggiori pressioni inflazionistiche integrate dai prezzi degli asset obbligazionari, la propensione al rischio per le azioni Usa è aumentata in misura sostanziale". Inoltre, questo divario tra le aspettative delle asset class si riflette nello spread tra la volatilità delle azioni e quella dei Treasury, che ha raggiunto un massimo pluriennale; questa situazione potrebbe riflettere il fatto che, da un lato, le recenti pressioni inflazionistiche hanno portato l’obbligazionario a prezzare ulteriori rialzi, mentre le azioni hanno raccolto afflussi positivi poiché forniscono copertura contro l’inflazione. Secondo quest’ottica, il rialzo dell’azionario (accompagnato da volumi sotto la media) potrebbe essere il risultato di una copertura di breve termine che gli investitori stanno utilizzando prima di poter decidere come gestire la loro grande liquidità in vista dei prossimi dati sull’inflazione.