I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono in aumento dopo che la Federal Reserve ha aumentato il costo del denaro di 75 punti base per la terza volta consecutiva. Il presidente della banca centrale statunitense, Jerome Powell, ha lasciato intendere che c’è spazio per ulteriori aumenti e che tali strette proseguiranno fintanto che l’inflazione non torni ad attestarsi al livello obiettivo del 2%. In riferimento alle prospettive economiche del Paese, la Fed ha rivisto le stime sulla crescita al ribasso fino al 2024. In particolare, secondo la banca centrale americana, si chiuderà l’anno con una crescita dello 0,2% rispetto ad un 1,7% stimato a giugno. Le strette monetarie d’oltreoceano si estendono anche in Europa dove Isabel Schnabel, membro della Bce, ha dichiarato che il Consiglio direttivo continuerà ad aumentare i tassi di interesse nella riunione di ottobre, anche se non è stato ancora stabilito quanto sarà grande questo aumento. Comunque sia la Bce è pronta ad adeguare tutti gli strumenti nell'ambito del suo mandato per assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% nel medio termine, si legge nel bollettino economico. Importante, soprattutto in questo contesto, è tutelare la trasmissione della politica monetaria in tutti i Paesi dell’area euro, a tal fine potrà essere utilizzato il cosiddetto scudo anti spread (TPI) varato a luglio 2022, per consentire al Consiglio direttivo di assolvere con più efficacia il mandato di preservare la stabilità dei prezzi.