Gli strategist di Morgan Stanley hanno tagliato le loro previsioni sui rendimenti dei Treasury per il 2023 nel giorno di chiusura dei mercati obbligazionari statunitensi per il Martin Luther King Day. Oggi, il rendimento del titolo di Stato statunitense a 10 anni è al 3,49% mentre quello a 2 anni è al 4,22%. Gli analisti si aspettano che i rendimenti dei Treasury biennali concludano l’anno al 3,2%, ovvero ben 30 punti base in meno rispetto alle precedenti previsioni. Inoltre, gli esperti sono del parere che a seguire un percorso più ripido, rispetto alle previsioni, saranno la curva quinquennale e trentennale. Gli occhi degli investitori restano puntati sull’inflazione e sulle prossime mosse delle Banche centrali. In riferimento alle prossime mosse della Federal Reserve per contrastare l’inflazione, da Oxford Economics affermano che le attuali prospettive sono troppo colomba. Infatti i membri della Fed sono rimasti chiari e risoluti nella convinzione che l’inflazione sia effettivamente ancora troppo alta e che non rallenterà senza nuove strette monetarie. L’inflazione statunitense a dicembre è apparsa in linea con le attese degli analisti, pari al 6,5% rispetto al 7,1% del mese precedente. Il dato rappresenta chiaramente un trend di rallentamento, tuttavia, è evidente come sia ben al di sopra dell’obiettivo della Banca centrale. Lo scenario attuale degli esperti prevede un nuovo rialzo di 25 punti base nella prossima riunione di febbraio, con il rischio che la Fed non prosegua con una pausa, ma che si vada verso la direzione di un ulteriore inasprimento.