Giornata caratterizzata da un elevato grado di volatilità sul mercato obbligazionario europeo, a causa, da un lato dall’elevato livello inflazionistico, e dall’altro dalle preoccupazioni circa l’inasprimento delle politiche monetarie necessarie, per combattere l’innalzamento dell’indice dei prezzi al consumo. Lo yield del bund tedesco, quest’oggi, è in flessione all’ 1,15%, mentre il tasso di rendimento del Btp italiano con scadenza a dieci anni è al 3,12%. Lo spread, dopo che in mattinata ha superato la soglia dei 200 punti base, è al momento in lieve calo a 197,6 pb. In riferimento all’eurozona, possiamo osservare che le vendite al dettaglio in Germania sono crollate nel secondo trimestre del 5,4%; il dato è trascinato da un preoccupate calo del 7,7% della spesa da parte dei consumatori riguardante il settore alimentare; tale lettura segna il picco (in negativo) da inizio della serie storica nel 1994. Non è pertanto escludibile che l’economia tedesca possa scivolare in recessione prima del previsto, visto che il dato sulla crescita è attualmente al -4,8%. Secondo Stephen Innes, Managing Partner di SPI Asset Management, i prezzi dell’energia continueranno in territorio rialzista, visto il perdurare del conflitto Russia-Ucraina; per combattere la pressione inflazionistica dilagante, potrebbe essere inevitabile dover attuare un inasprimento delle condizioni finanziarie periferiche, conclude Innes. Secondo gli economisti di Generali Investiment, la Bce innalzerà il tasso d’interesse sui depositi di 75 punti base entro la fine dell’anno; in particolare, il progressivo aumentare del tasso, dipenderà dall’evoluzione della crescita e dell’inflazione dopo la riunione in programma per il mese di luglio.