La brusca accelerazione effettuata dai rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona nelle ultime settimane porta con sé i timori legati al futuro operato della Bce, parametrato soprattutto all’analisi dell’andamento dei contagi da Omicron ed ai valori dell’inflazione; nello specifico il rendimento dei Btp italiani con scadenza decennale è attualmente in salita all’1,135%, mentre il Bund tedesco di egual scadenza rende ora il -0,2340%, con il loro spread in forte ampliamento, al momento a 140,9 punti base.
Volker Schmidt, senior portfolio manager di Ethenea Independent Investors, afferma come le Banche centrali abbiano continuato ad acquistare obbligazioni a volumi record nel 2021, fornendo un forte sostegno ai mercati obbligazionari, ma nel 2022 è probabile che queste ultime si allontanino gradualmente dalla politica monetaria ultra accomodante adottata, riducendo conseguentemente l’espansione della liquidità, come in alcuni casi è già accaduto; a Marzo del prossimo anno scadrà inoltre il Programma di acquisto di emergenza pandemica e, pur ritenendo improbabile un'estensione di tale, è invece probabile un graduale passaggio al regolare Asset Purchase Program, il quale sosterrebbe dunque il mercato in maniera più ridotta.
Per quanto riguarda il contesto statunitense, al momento i T-Bond a dieci anni rendono l’1,486%, mentre permane la problematica inerente ai rendimenti con scadenza a venti ed a trenta anni, i quali determinano un’inclinazione anomala della yield curve to maturity; tuttavia la Fed, adottando una posizione della politica monetaria chiara, ridurrà il suo programma di acquisto di obbligazioni di 15 miliardi di dollari al mese, spianando la strada per il primo rialzo dei tassi di interesse.