I rendimenti dei più importanti titoli di stato sono generalmente fermi in attesa dell’annuncio di stasera della Fed in merito all’aumento dei tassi di interesse. Lo yield del Btp decennale scende di poco sotto i 190 punti base (ora all’1,897%), mentre quello del Bund resta in zona +0,383%. Stessa situazione per i rendimenti dei Treasury americani, che sul decennale restano al +2,169%. La riunione della banca centrale americana di oggi non è però rilevante solo per l’ormai scontato aumento dei tassi di almeno 25 punti base, ma soprattutto per le nuove previsioni economiche e per la proiezione del cosiddetto “dot plot”, un diagramma che fissa le aspettative dei membri del Fomc riguardo l'intervallo dei fondi federali fino al 2024. Il dot plot di dicembre aveva scontato solo tre aumenti dei tassi quest’anno, ma da allora il livello di inflazione ha continuato a salire; per questo motivo, “gli investitori si aspettano che il diagramma rifletta questo contesto di maggiore inflazione, anche se potrebbe dare un messaggio più graduale del previsto (6 rialzi)", affermano dalla banca spagnola Bankinter. Spostandoci in Europa, recentemente la presidente della Bce Lagarde ha notato l'incertezza sulle prospettive dell’inflazione e ha esplicitato i suoi due scenari per l'economia europea, anticipando per entrambi una prospettiva di crescita attenuata. In un primo scenario il PIL previsto per il 2022 è al 2,5%, mentre in uno scenario più grave è al 2,3%; in questo contesto, sono stati presi in considerazione gli avvertimenti secondo cui lo shock dal lato dell'offerta potrebbe tradursi in un aumento dell'inflazione più a lungo che potrebbe pesare pesantemente sulla domanda data la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di energia.