I mercati obbligazionari occidentali restano praticamente invariati dalla giornata di ieri. In particolare, i rendimenti dei titoli di Stato italiani a dieci anni rimangono all’1,347%, mentre gli investitori si preparano al possibile aumento di volatilità causato delle elezioni del Presidente della Repubblica, che secondo alcuni analisti potrebbe portare lo spread ad aumentare di diversi punti percentuali. Al momento, lo spread è in calo rispetto ieri a quota 143 punti base, e il rendimento del Bund decennale tedesco si porta a quota -0,085%. La situazione non è molto diversa guardando al mercato americano. Il Treasury decennale è in lieve calo, rendendo al momento l’1,749%, mentre lo yield del titolo a due anni ha superato quota 1%. È importante sottolineare che il rapporto tra rendimento a breve e rendimento a lungo termine nel mercato statunitense sta aumentando ormai da ottobre 2021, riflesso di una situazione economica nervosa e incerta causata, tra le altre cose, dal possibile aumento dei tassi da parte della banca centrale americana e dal cosiddetto “quantitative tightening”, ovvero la progressiva riduzione degli acquisti dei titoli per cercare di ridurre la pressione inflazionistica. Nonostante quella della Fed sia una mossa coerente in risposta a questa situazione di forte aumento dei prezzi, gli investitori sono in attesa anche del dato del Pil su base trimestrale americano che uscirà giovedì; un valore al di sotto delle aspettative -e quindi una crescita più lenta di quella prevista- potrebbe causare ancora più difficoltà nell’economia reale, già penalizzata dal forte aumento dei prezzi energetici. Il prezzo del greggio è oggi ancora in aumento dell’1,86%, seguito dal +0,90% del futures sul natural gas.