Inizio di settimana tranquillo vista la scarsità di notizie macroeconomiche rilevanti durante la chiusura della settimana precedente, con il discorso del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che con buone probabilità si rivelerà un importante catalizzatore per l’andamento degli asset a breve termine. Durante le ultime sedute i tassi obbligazionari tornano in netta crescita per i timori di una recession,e abbinata a un ulteriore incremento dei tassi d’interesse sicuramente superiore ai 50 punti base, per ridurre una pressione inflazionistica che secondo gli analisti di Citigroup, potrebbe raggiungere un picco del 18,6% nel Regno Unito a inizio 2023, facendo segnare pertanto un massimo che non si registrava da più di 50 anni. Dal momento che il consenso teme che l’inflazione non abbia raggiunto l’apice, Barclays prevede che la Banca Centrale Europea incrementerà i tassi d’interesse di un ammontare totale pari a 100 punti base in due riunioni programmate per i mesi di settembre e ottobre, per evitare che l’inflazione spot record non porti al disancoramento delle aspettative d’inflazione. Attesa per il dato sul Pmi composito dell’eurozona su base mensile in uscita domani, che secondo gli esperti dovrebbe assestarsi a un livello più basso di quello rilevato a luglio, in flessione dal 49,9 al 49, suscitando di conseguenza un’ondata di acquisti di obbligazioni rifugio. Titolo di Stato tedesco che al momento è scambiato a un tasso vicino al 1,3%, in crescita di 5 punti base, mentre il Btp genera un rendimento pari al 3,6%. Differenziale tra i due titoli sopra menzionati in allargamento, poco sotto la soglia dei 230 punti base.